Molti di noi sono costernati dalla retorica violenta presente in politica e sui social media. Servono modalità per una comunicazione che superi le divisioni sociali, culturali, economiche e politiche. La Comunicazione Nonviolenta e il Focusing si rafforzano a vicenda e, se praticate, sono strumenti accessibili per il cambiamento.

La Comunicazione Nonviolenta (CNV), sviluppata dal Dr. Marshall Rosenberg, fornisce preziose linee guida su come esprimersi in modo da non mettere le persone sulla difensiva. Se queste linee guida venissero insegnate nelle scuole e in altri gruppi della comunità, aiuterebbero a far uscire la società dall’abitudine di etichettare, incolpare e giudicare, in quanto comportamenti culturali radicati che bloccano la connessione. La CNV promuove la ricerca e la risposta ai bisogni insoddisfatti che danno luogo a conflitti, in luogo degli usuali schemi di stabilire solo chi ha ragione e chi ha torto.

Per credere che la pace sia possibile, le persone devono sperimentare come la comunicazione possa produrre un cambiamento nella loro vita. La consapevolezza dei bisogni promossa dalla CNV è un fattore di cambiamento. Sono convinta che se la coscienza dei bisogni fosse ampiamente studiata e messa in pratica, molta violenza, conflitti e incomprensioni verrebbero eliminati. Il processo elettorale e la leadership politica diventerebbero più efficaci. Le famiglie andrebbero più d’accordo. Le scuole sarebbero più armoniose.

Focusing e CNV condividono la consapevolezza che usare le parole “È” e “SONO” quando si descrivono persone e gruppi può essere molto limitante, per esempio:

  • “John è aggressivo.”
  • “Jane è gentile.”
  • “I bambini sono ingenui.”
  • “Il suo ex marito è insensibile.”
  • “La sua ex moglie è avida.”

Nella teoria della CNV, queste affermazioni “a tappeto” ci separano invece di unirci nella consapevolezza che tutte le persone hanno dei bisogni, e che le nostre azioni sono strategie per soddisfare i nostri bisogni. Alcune strategie possono non avere successo, ma fino a quando il bisogno sottostante non viene identificato e realizzato, la strategia (azione per soddisfare un bisogno) continuerà, anche se violenta o inefficace.

Così, invece di “Marsha è incompetente”, si sarebbe potuto dire: “Quando Marsha non ha consegnato la relazione di fine anno, mi sono sentito arrabbiato, perché le mie esigenze di cooperazione, efficacia, considerazione e comunicazione non sono state soddisfatte”. A ciò poteva seguire una richiesta di azione di Marsha, che avrebbe potuto delineare ciò che avrebbe soddisfatto le mie esigenze.

Ci sarebbe stato anche un processo di ascolto con Marsha sulle esigenze che l’avrebbero portata a ritardare la consegna della relazione. Questo, si spera, avrebbe condotto alla comprensione reciproca dei bisogni di tutti e delle richieste di ognuno per soddisfare tali bisogni.

Focusing: Secondo la Filosofia dell’Implicito, sviluppata da Eugene Gendlin, PhD., allorchè si afferma ciò che qualcuno “È”, in realtà si ignora che la vita è un processo che si sviluppa costantemente verso “più vita”. Questa direzione verso la vita può diventare chiara ascoltando con delicatezza la “sensazione corporea significativa” (felt sense) preconcettuale delle situazioni. Il corpo “prende” il senso intricato dell’intera situazione in un modo che comprende più di quanto si possa esprimere a parole. Quando si dà spazio alla sensazione corporea significativa in modo aperto ed empatico, parole, gesti, immagini e ricordi emergono dalla sensazione stessa, dando significato e indicando i passi successivi.

Sia in CNV che nel Focusing, l’ascolto empatico è un catalizzatore essenziale del processo. In CNV, un ascoltatore empatico ci aiuta a riconoscere i sentimenti e i bisogni. Possiamo quindi ascoltare gli altri coinvolti e/o formulare richieste per ciò che ci renderebbe la vita migliore. Nel Focusing, un ascoltatore empatico garantisce al Focalizzatore uno spazio per dare ascolto alla conoscenza corporea preconcettuale. L’Ascoltatore riflette le parole e le immagini essenziali che emergono dalla sensazione significativa del Focalizzatore. L’emergere di un significato da ciò che prima non aveva parole ha un effetto trasformativo sulla persona e sulla situazione nel suo complesso.

Nel mio blog, nel post del 14 ottobre 2017, ho raccontato una sessione di CNV/Focusing che ho fatto con una sconcertante sensazione di fastidio. Se avessi prestato attenzione solo ai miei Sentimenti e ai miei Bisogni, avrei detto: “Ero infastidita dal mio gruppo di donne a causa del mio bisogno di un uso efficiente della tecnologia per facilitare la comunicazione. Ero seccata con me stessa per non aver implementato l’uso di una tecnologia migliore, anche se ho molta familiarità con il suo utilizzo”.

Ma dopo aver dichiarato i miei Sentimenti e i miei Bisogni, mi sono fermata e ho atteso la formazione del senso corporeo della situazione. Una sgradevole sensazione di fastidio nella mia testa si è spostata verso il basso fino alla gola. Potevo dire che in questa situazione stava succedendo molto di più. Quando ho prestato attenzione alla sensazione che avevo in gola, mi sono sentita come due eserciti in guerra. Ho fatto una pausa con la sensazione di “eserciti che si scontravano”. Allora ho potuto vedere che il mio conflitto interiore era tra le tendenze molto proattive di mia nonna, contro la mia lealtà verso mia madre. Ho potuto vedere che la situazione aveva implicazioni molto più ampie per la mia vita. Una volta visto il modello di essere intrappolata tra la proattività di mia nonna e il mio “non voler imporre”, potevo uscire da quel modello, scusarmi con le mie compagne di gruppo e offrirmi di pianificare un successivo incontro usando una tecnologia migliore. In senso più ampio ho potuto avere più fiducia nel condividere ciò che so.

Punti in cui la teoria e gli esercizi della Comunicazione Nonviolenta possono migliorare il Focusing

  1. Riconoscere i sentimenti e i bisogni può aiutare a calmare le emozioni in modo che si possano formare le sensazioni significative. Quando un’emozione come la rabbia è presente in modo soverchiante, può essere difficile raggiungere la calma interiore necessaria a consentire la formazione di una sensazione significativa. In questo caso, può essere molto utile guardare un elenco di sentimenti e bisogni della CNV. Posso dire ”Oh, sento tutte queste emozioni e provengono da tutti questi bisogni”. L’elenco dei sentimenti e dei bisogni mi aiuta a riconoscere ciò che succede dentro di me a livello emotivo e mi aiuta a capire me stessa. Questo aiuta davvero! Poi posso lasciar andare tutti questi sentimenti e bisogni e permettere che si formi una sensazione significativa. È un modo molto utile attraverso il quale la CNV può migliorare il Focusing.
  2. Guardare i bisogni è molto più lungimirante che incolpare e diagnosticare gli altri e creare immagini nemiche. Una delle intuizioni più utili che la CNV può fornire ai Focalizzatori è questa citazione di Marshall Rosenberg: “La causa dei nostri sentimenti non è il comportamento degli altri, sono i nostri bisogni” (Rosenberg, Speak Peace in a World of Conflict, p. 35). Possiamo perdere molto tempo a focalizzare sulle altre persone come nemici se non capiamo che tutti cercano solo di soddisfare i loro bisogni. Il mio primo compito è determinare di cosa ho bisogno. Fare questo mi porta in un luogo dove si può formare una sensazione significativa e dove può avvenire una trasformazione.
  3. Trovare i nostri bisogni rende più facile provare compassione per i bisogni degli altri: la compassione non è sempre facile. Nella teoria della CNV, la rabbia nasce da bisogni insoddisfatti. Quando siamo in grado di identificare i nostri bisogni in un conflitto, la nostra rabbia ha un senso. Allora possiamo accettare i nostri bisogni e cercare modi per soddisfarli. Questa acquisizione di senso può aprirci a voler conoscere i bisogni degli altri. Dopo questo, è più facile farsi un’idea della situazione nel suo complesso, il che porta a una maggiore comprensione e ai passi successivi.
  4. La CNV fornisce “ruote di allenamento” per l’apprendimento del Focusing. Ho scoperto che la sequenza di cui sopra può dare alle persone l’esperienza di una sensazione significativa e di un felt shift (un cambiamento percepito) senza dover dare istruzioni di Focusing. La CNV fornisce “ruote di allenamento” che portano alla formazione naturale di una sensazione significativa. In compagnia di un Focalizzatore esperto, l’emergere di una sensazione significativa può essere notato e seguito, portando al felt shift dove il significato e la rilevanza più ampia diventano chiari. La CNV può migliorare e facilitare l’insegnamento del Focusing.
  5. Una finestra sulla complessità implicita (implicit intricacy): riconoscere sentimenti e bisogni è spesso una rivelazione. È sorprendente vedere, durante il gioco di carte Sentimenti e Bisogni, che abbiamo, per esempio, 20 sentimenti su una situazione e 15 bisogni! Questo ci apre alla complessità del nostro mondo interiore. Dopo aver preso familiarità con il processo di identificazione dei nostri sentimenti e dei nostri bisogni, siamo spesso immersi nella situazione al punto che possiamo lasciar andare le parole e permettere a un sensazione significativa della intera situazione di affacciarsi. Da lì emergono il significato e i passi successivi.
  6. Sviluppare “l’atteggiamento di Focusing” (Focusing attitude): per svilupparsi, la sensazione significativa richiede una pausa nel silenzio – da almeno 30 secondi a un minuto, a volte meno, a volte di più. Richiede lo sviluppo di un atteggiamento paziente, curioso, empatico nei confronti della propria esperienza interiore. Vedere che i nostri sentimenti sono il risultato dei nostri bisogni, soddisfatti o insoddisfatti, aiuta a sviluppare questo atteggiamento empatico, piuttosto che l’autocritica, la voce interiore auto-negativa che può emergere nei momenti di introspezione. Questo è un altro modo in cui la CNV migliora il Focusing.
  7. Affrontare il senso di colpa e la vergogna. La CNV riconosce il rammarico (mourning) come un bisogno umano fondamentale. Se ci sentiamo colpevoli o ci vergogniamo, la CNV ci guida a rammaricarci per le azioni che rimpiangiamo di aver fatto e a riconoscere i bisogni che cercavamo di soddisfare con l’azione che rimpiangiamo. Questo è un modo efficace per affrontare il senso di colpa e la vergogna che spesso emergono quando cominciamo a guardarci dentro.
  8. Insegnare la formazione della sensazione significativa: è difficile insegnare la formazione della sensazione significativa senza farne l’esperienza. Molte persone hanno difficoltà quando viene loro chiesto di “notare come ci si sente nel proprio corpo”. Per altri, notare come si sente una situazione nel corpo è abbastanza naturale. Non vogliamo scoraggiare le persone, quindi è bene trovare altri modi per indurre l’esperienza della sensazione significativa.
    Notare i sentimenti e i bisogni ci porta a non parlare “della” situazione bensì a sperimentarla realmente. Anche solo guardando una lista di bisogni o delle carte con un bisogno stampato su ognuna di esse, cominciamo a sentire quali risuonano dentro di noi.
    Se le persone non hanno familiarità con il concetto di Bellissimi Bisogni Umani, questo processo può essere rivelatore. Può portare le persone fuori dalla loro testa e dentro il loro corpo. Questo diventa particolarmente potente nel gioco delle carte dei Sentimenti e dei Bisogni quando un compagno legge ad alta voce le carte dei Bisogni che una persona ha scelto. La persona si sente profondamente compresa. Questo spesso produce un cambiamento corporeo in cui la persona comincia a vedere la situazione in modo diverso. Questo insegna anche il potere dell’ascolto riflessivo.
  9. La scala del sentire (experiencing scale): negli anni ’60, Eugene Gendlin e i suoi colleghi idearono la Experiencing Scale (EXP). L’EXP permetteva loro di prevedere quali clienti avrebbero avuto successo nella terapia. Quando le persone si trovano ai livelli EXP da 1 a 3, è quasi impossibile per loro trarre beneficio dalla terapia perché non portano il proprio sentire nella seduta. Nei livelli 4 e 5, le persone parlano dei loro sentimenti. Ai livelli 6 e 7 stanno focalizzando. La ricerca con la scala EXP è riassunta in http://www.focusing.org/research_basis.html – Experiencing Level. L’articolo di Rob Parker su una ricerca del 2006 con la scala EXP indica che le persone che sono in grado di collocarsi al Livello 6 della scala EXP hanno da 20 a 27 volte più probabilità di avere risultati di successo nella terapia rispetto alle persone che si situano a livelli EXP inferiori (Rob Parker, “Focusing Oriented Therapy: The message from research” – Volume 1, Chapter 17 of Beyond the Talking Cure, Greg Madison, ed.).

Punti in cui il Focusing può migliorare la Comunicazione Nonviolenta

  1. Intuizioni più profonde. Si ottiene un’ulteriore comprensione se si lasciano andare tutte le parole, ci si immerge nel corpo e gli si permette di sviluppare un senso della situazione corporeo. Invariabilmente, la sensazione percepita dell’intera situazione mi porta in luoghi completamente inaspettati che sono molto più interessanti e rilevanti di dove arrivo guardando solo i miei sentimenti e i miei bisogni.
  2. Fare più spazio alla complessità (intricacy) implicita e all’autonomia. Un insegnante di CNV che sia consapevole della intricatezza implicita farà sempre spazio a sentimenti e bisogni che non sono negli elenchi o che si manifestano in espressioni non comuni, come ad esempio:
    “Ho bisogno di vedere gli alberi ancora in piedi”.
    “Ho bisogno di empatia dinamica”.
    E soprattutto: “È difficile esprimere ciò che sento (o di cui ho bisogno) – non riesco a trovare le parole”.
    Chi parla è probabilmente un Focalizzatore naturale che sente che c’è qualcosa di importante, ma non sa come dirlo. Invece di dare suggerimenti su ciò di cui la persona potrebbe aver bisogno, l’insegnante di CNV orientato al Focusing darà spazio e tempo per ciò che è ancora privo di parole, in modo che possa emergere un nuovo significato rilevante. Questo nuovo significato dal Focusing migliorerà sicuramente l’esperienza di CNV.
  3. Andare oltre l’osservazione, i sentimenti, i bisogni e le richieste: una volta sviluppatasi una situazione fino alla sensazione significativa, l’intera idea di ciò che è successo originariamente per causare un conflitto può cambiare completamente. Si potrebbe vedere che una situazione fa parte di un modello di vita, e quindi si potrebbe finire con il fare una richiesta a se stessi piuttosto che ad un’altra persona, o ad entrambi e ad un’altra. Si potrebbe vedere un livello più profondo di responsabilità per ciò che è successo, o capire che la soluzione viene da un contesto più ampio di quanto si pensasse inizialmente.
  4. Andare oltre a “ciò che è vivo in te”. I formatori di CNV che non hanno familiarità con il Felt Sensing potrebbero pensare di “entrare nel corpo” chiedendo “Cosa c’è di vivo in te in questo momento? “ Questo è un buon modo per notare ciò che sta realmente accadendo dentro di te in questo momento, ma non necessariamente accede alla saggezza del felt sensing. Accede alle emozioni che si possono sentire nel corpo e che possono essere facilmente nominate, una volta riconosciute. È un buon punto di partenza, ma potrebbe non raggiungere il senso corporeo preverbale della situazione.
  5. I partner di Focusing garantiscono lo spazio per entrare nel significato implicito: chi pratica la CNV è incoraggiato ad avere “compagni di empatia” (empathy buddies) che garantiscono uno spazio per “far ululare gli sciacalli”, un primo passo importante nella decompressione durante il conflitto. Dopo lo “show dello sciacallo” in cui si incoraggiano lamentele e critiche illimitate, i compagni di empatia forniscono lo spazio per la pratica di come esprimere i propri bisogni e le proprie richieste in modo efficace e compassionevole. Un compagno di focalizzazione incoraggia il Focalizzatore a prendersi del tempo con qualcosa dentro che è nebuloso e poco chiaro, permettendo alla sensazione significativa di emergere e di cambiare. I partner di Focusing sono addestrati ad ascoltare il significato. Questo porta la CNV oltre l’ essere uno strumento linguistico, in cui le persone piegano il loro senso interiore di giustezza per “parlare correttamente in CNV”. Il linguaggio CNV può risultare difficile da parlare all’inizio, perché va contro modelli culturali profondamente radicati. Ma ci possono essere molti punti in cui un partner di Focusing può facilitare l’autenticità quando si incontrano problemi legittimi nell’applicazione dei passi di CNV.
    Per esempio, alcune persone da bambini hanno ricevuto il messaggio di non “osservare” ciò che accadeva intorno a loro, tanto meno di dichiararlo ad alta voce. Questo può creare un momento di blocco nei passaggi CNV, a meno che un partner sensibile non permetta alla persona di esplorare proprio lì, dove il messaggio di “non osservare” si sente nel corpo.

Conclusioni

Non credo sia necessario ideare una formula esatta per combinare Focusing e Comunicazione Nonviolenta. La coscienza dei bisogni in CNV è molto illuminante se appresa e messa in pratica. Il Focusing è un modo di permettere che il senso interiore si dispieghi a partire dal senso corporeo sentito. Ma Focusing e CNV si rafforzano a vicenda.

Molti, anche tra i Focuser, non capiscono quanto sia controproducente giudicare, biasimare, vergognarsi e diagnosticare l’altro. Essi pensano che queste tendenze siano naturali, che siano “proprio quello che succede” nel conflitto. Invece di concentrarci sul dimostrare perché qualcun altro ha torto, è malvagio, è pazzo o “meritevole di biasimo”, possiamo spostare lo sguardo verso il nostro mondo interiore per notare i nostri sentimenti e i bisogni umani che li fanno nascere. L’autocomprensione che ne deriva può calmare le nostre emozioni in modo da rendere possibile una forma di comunicazione che si muove in avanti. Spesso, notare i nostri sentimenti e i nostri bisogni dà lo spazio necessario per “tenere e lasciare” lo spazio necessario alla formazione di una sensazione significativa.

Molti, anche tra chi pratica la CNV, non riconoscono quando una pausa ha il potenziale per portare all’emergere di un significato implicito. Non se ne accorgono e non onorano la pausa densa di significati. I partner di Focusing lasciano spazio alla pausa e riservano un’accoglienza amichevole a ciò che viene dopo, anche se “va contro le regole”. I Focalizzatori sono allenati ad ascoltare e a riflettere il significato.

In El Salvador, dove la terapia e la psicologia sono state stigmatizzate, abbiamo scoperto che l’insegnamento della CNV può coltivare il terreno per il Focusing. Se le persone prestano attenzione ai loro sentimenti e alle loro esigenze nel corso del tempo, spesso possono essere facilmente guidate a percepire sensazioni significative e possono sperimentare un felt shift. È bello poter dire: “Quello che stavate facendo è Focusing” piuttosto che cercare di spiegare come farlo.

Naturalmente, se qualcuno è effettivamente arrabbiato con noi, è importante riconoscere umanamente che è arrabbiato e scontento prima di tradurlo in linguaggio CNV o di fare mosse di Focusing.

La mia conclusione è che la Comunicazione Nonviolenta è una porta efficace per la Focalizzazione se l’insegnante comprende il potere del sentire e può lasciare spazio al “di Più”. E la teoria della CNV può cambiare la vita dei Focusers che vivono un conflitto nella loro vita. Poiché CNV e Focusing si rafforzano a vicenda, sarebbe utile che
venissero insegnati insieme.

[Post originale: https://possibility-space.com/how-nonviolent-communication-and-focusing-can-enhance-each-other ; tradotto da Rosella Salari con l’aiuto di DeepL Translator (versione gratuita) e pubblicato in artedeldialogo con il consenso dell’autrice.]


Beatrice Blake
Beatrice Blake

Sono sempre stata interessata all'incontro corpo/mente/spirito. Inizialmente ho studiato Focusing con Robert Lee, Joan Klagsbrun e Neil Friedman, poi ho studiato Thinking at the Edge e la Filosofia dell'Implicito con il suo fondatore, Eugene Gendlin, e con Kye Nelson, Nada Lou e Evelyn Fendler Lee. Sono diventata Focusing Trainer nel 2000 e oggi mi occupo di certificazioni presso l'International Focusing Institute. Sogno un mondo in cui i bambini vengano educati a fidarsi delle loro sensazioni da genitori che sanno ascoltare le loro sensazioni. Mi piace accompagnare le persone a esplorate i propri futuri passi con il Pensiero al Limite, o ad imparare come combinare Comunicazione Empatica e Focusing nella generazione di una Cultura della Pace.

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