Immagina una “biblioteca” in cui i libri sono persone, ciascuna con una sua straordinaria esperienza di vita da raccontare. Questi “libri umani” sono messi a catalogo attraverso un titolo e una “quarta di copertina” che ne anticipa sommariamente il contenuto, così che i “lettori” possano scegliere quali “prendere in prestito”.

Puoi scegliere e farti prestare un libro umano, consultarlo per 30 minuti, parlargli e farti raccontare la sua storia, confrontarti con lui e attraverso questo confronto metterti empaticamente nei panni di un genitore che ha il figlio morente, o dello stesso malato che accetta la sofferenza e spesso s’innamora della speranza. Un’esperienza bellissima di partecipazione… Immensa!

Così Giannantonio Mezzetti, presidente di Fondazione Empatia Milano, descrive il format della human library intitolata Ti racconto la malattia, recentemente organizzata a Lugano e Locarno in collaborazione con Associazione Triangolo, ente svizzero di volontariato e assistenza al paziente oncologico.

 "Libri umani" in consultazione in una delle sale di "lettura"
Lugano, 14.4.2018 – Human Library “Ti racconto la malattia”: alcuni dei 20 libri umani, in consultazione in una delle sale di “lettura”.

“Hic sunt dracones!” ma l’empatia ha la meglio

Quello delle “biblioteche umane” è un movimento che si è andato diffondendo un po’ in tutto il mondo a partire dal 2000, anno in cui a Copenaghen, secondo Wikipedia, si svolse la prima manifestazione di questo genere. Se uno dei meriti della lettura è quello di iniziarci a mondi lontani, arricchendoci di esperienze profondamente diverse da quelle che viviamo nella vita di tutti i giorni e facilitando la nostra percezione dell’altro, Human Library amplifica l’effetto permettendo ai suoi utenti di «leggere» anche quelle storie che è difficile scrivere, guidati dalla voce dei loro protagonisti.

Sono territori da cui il benpensante homo moralis dei nostri tempi, per non dire della sua più diffusa sottospecie, l’homo oeconomicus, si tiene abbondantemente alla larga, occupato com’è a inseguire il proprio ideale di felicità e benessere. Hic sunt dracones! Così egli contrassegna tacitamente quelle aree della sua mappa mentale. Ad un qualche livello di coscienza, egli conosce la fragilità del suo progetto di vita, e sa che avventurarsi senza armature in certi territori esistenziali potrebbe costargli caro.

Il rischio, per certi versi scandaloso, in quanto contro-culturale, è quello di entrare nella libreria umana come homo moralis e di uscirne trasformato in homo empathicus, cioè in qualcosa di sconosciuto e minaccioso. Basti pensare quanto risulterebbe sconvolgente e irricevibile, per i più, anche la sola prospettiva di poter provare empatia per un pedofilo, uno stupratore, un pluriomicida o un terrorista.

Utenti in coda all'ingresso della Human Library
Chiostro del LAC Lugano Arte e Cultura – Lettori in coda all’ingresso della Human Library sulla malattia.

Ma quando la mia immagine del nemico cade e incrocio il mio sguardo con quello dell’individuo umano che vi avevo nascosto dietro per evitare di vedermici riflesso, la mia esperienza mi ha insegnato che tutto diventa possibile.
Prima della human library a cui ho partecipato come “bibliotecario”, ad esempio, non avrei mai immaginato che il cancro potesse essere definito dallo stesso malato una “malattia generosa”. Né

I draghi, sì che ci sono. Ma tra di noi. Sono i mostri della mente che infestano le zone d’ombra del vivere sociale: gli stereotipi, i pregiudizi, gli stigmi, i moralismi, le ideologie, e le numerose immagini del nemico che ci dividono e che nutrono le nostre paure, il nostro odio, la nostra inavvertita violenza quotidiana. Al riparo degli accoglienti chioschi delle biblioteche umane, questi draghi possono essere vinti.

In una libreria umana non c’è spazio per l’improvvisazione

Tabellone prestiti dei libri umani alla human library di Lugano
Il tabellone dei prestiti: ogni riga e un libro e ogni colonna una fascia oraria. Ad ogni incrocio Cristina annota il numero di tessera di chi si è prenotato. I “bibliotecari” provvedono poi a gestire “prestiti e restituzioni”.

Avendo avuto la possibilità di portare il mio piccolo contributo alla realizzazione dell’edizione di Lugano, posso dire quanto lavoro ci sia dietro l’allestimento di una biblioteca umana. Anche quando il periodo di apertura al pubblico si limita solo a una mezza giornata, come appunto nel caso degli eventi di Lugano e Locarno, la macchina organizzativa richiede l’impegno di molte persone su diversi fronti. Vanno acquisiti i “libri”, trovata e verificata la location, progettata la logistica, realizzata la comunicazione, predisposti i materiali, dal tabellone delle prenotazioni al catalogo, alle tessere di iscrizione e alle schede di raccolta delle recensioni. Infine vanno coordinati i “bibliotecari”, a cui nei giorni di apertura al pubblico è affidata la cura dei “libri”, l’accoglienza dei “lettori” e la gestione dei “prestiti”. Ma il lavoro più delicato e prezioso è quello di cui i lettori non si avvedono e che può durare mesi, prima che la libreria apra i battenti. È “l’editing” dei libri umani. I protagonisti di queste manifestazioni sono persone che si accingono di solito per la prima volta a condividere pubblicamente storie di vita talvolta anche pesanti, di violenza, abusi, malattia, sofferenza, di cui può essere difficile parlare davvero apertamente. Occorre allora aiutarle a trovare le parole, a esplorare il vissuto, a sviluppare la narrazione, nel rispetto del…   E’ un lavoro, questo, per psicologi e counselor.

Human Library e Counseling

Un buon intervento di counseling umanistico esistenziale può……..  E può accadere che proprio…

Un "libro umano" consultato da una coppia di "lettori"
Un “libro umano”, mentre viene “sfogliato” da una coppia di “lettori”. I libri umani possono scegliere se offrirsi in prestito a un solo lettore per volta, oppure anche a più lettori contemporaneamente.

Ogni libro è un Virgilio…

 

La “Human Library”, Biblioteca Vivente, è un metodo innovativo, semplice, diretto e concreto per promuovere il dialogo, combattere lo stigma e favorire la comprensione tra le persone, che si avvale dello strumento della narrazione da parte di “libri umani” volontari opportunamente formati e selezionati.
L’idea della “Human Library”, Biblioteca Vivente, è nata in Danimarca da un gruppo di giovani come risposta all’aggressione a sfondo razzista subita da un loro compagno nel 1993, partendo dallo slogan “Non si giudica un libro dalla copertina”.L’occasione dell’incontro e del racconto rende concreta e unica la persona che si ha davanti, non più percepita in base alla sua diversità, ma riconosciuta nella sua unicità rappresentata solo dalla propria storia ed esperienza.È per questo che lo strumento della “Human Library”, Biblioteca Vivente, si adatta particolarmente alla necessità di promuovere una cultura della salute mentale sempre più libera dai pregiudizi e dagli stereotipi, la cui decostruzione dev’essere parte integrante del successo dei percorsi di riabilitazione e cura.

Le recensioni dei lettori di libri umani

Sono appese a un filo come panni stesi ad asciugare, dopo l’immersione empatica dei lettori nel fiume narrativo dei libri umani. Alcune…, altre… come… ” ”

ideologia dell’egoismo predatorio spacciato come naturale

la scoperta dell’umanità dell’altro, della non-disumanità di nulla e di nessuno, che anche nell’esperienza di vita di cui abbiamo più paura o nelle scelte che più stigmatizziamo brilla, in definitiva, la nostra stessa peculiarità umana, di farci responsabili del mondo. Responsabili, ma non sempre consapevoli. Anzi.

 

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